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Rivoluzione Mobile: ecco come sta cambiando il business

4 settembre 2018

La diffusione della mobilità ha abbattuto i tradizionali confini esistenti tra vita personale e lavorativa, a tutto vantaggio della produttività aziendale. Ma una strategia mobile non può essere improvvisata

Nel 2018 si venderanno nel mondo più di un miliardo di smartphone, una cifra di poco superiore rispetto al 2017 a dimostrazione della maturità raggiunta dalla maggioranza dei mercati, ma pur sempre in assoluto un numero impressionante, considerato anche il costo non sempre accessibile di questi dispositivi. Anno dopo anno i telefoni intelligenti e connessi a Internet si sono arricchiti di nuove funzionalità (quelle attualmente più promettenti hanno a che fare con la realtà aumentata e virtuale), diventando presto indispensabili non soltanto per la nostra vita privata ma anche per quella lavorativa. Anzi, probabilmente la conseguenza più rilevante della cosiddetta rivoluzione mobile è stata l’abbattimento del tradizionale confine esistente tra in vita professionale e personale: un tempo non lontano, a meno di chiamate improvvise sul telefono di casa (a cui non si era neppure obbligati a rispondere), la vita lavorativa finiva una volta varcata la porta dell’ufficio. Oggi è invece praticamente impossibile non essere reperibili, tra mail e applicazioni di messaggistica di varia natura, che irrompono nella nostra vita a qualsiasi ora del giorno (e talvolta persino della notte), aumentando non poco la produttività e la collaborazione aziendale.

L’altro elemento della rivoluzione mobile che ha un impatto significativo sul business è la presenza delle applicazioni business che, in buona sostanza, sono pensate per riprodurre in un colpo d’occhio sui nostri smartphone o tablet i programmi aziendali abitualmente impiegati dal pc. Questo spiega perché oggi manager e dipendenti siano sempre più mobili e sempre meno presenti in azienda rispetto al recente passato, tanto che anche gli headquarter delle multinazionali si stanno riducendo progressivamente di dimensioni, con un numero inferiore di postazioni fisse. La mobilità rende infatti possibile avere più tempo a disposizione per incontrare partner, clienti e fornitori, senza al contempo perdere di vista la normale operatività quotidiana.

Da un altro punto di vista il mobile è diventato il terreno di conquista per tutte le strategie marketing, sia nell’ambito business to consumer che business to business. Dal momento che buona parte della nostra vita lavorativa e personale è trascorsa con gli occhi incollati agli schermi dei nostri telefonini, disseminiamo nelle nostre navigazioni mobile delle preziose tracce che le aziende di tutti i settori produttivi cercano di carpire. E di incoraggiare sensibilmente, in modo da aumentare la fidelizzazione oppure indurre a prendere in considerazione investimenti di business. Le aziende di tutti i settori hanno infatti ormai compreso che i propri clienti desiderano accedere a tutte le informazioni di cui hanno necessità attraverso i dispositivi mobili: questo significa che deve risultare estremamente semplice ricercare prodotti, trovare negozi, acquistare e fornire feedback, in modo da facilitare le interazioni in qualsiasi fase del ciclo di vita dell’acquisto.

Ovviamente mettere in atto una efficace strategia mobile in azienda non è questione di poco conto, tutt’altro: se è vero, come abbiamo detto in precedenza, che l’utilizzo di smartphone e altri dispositivi mobili può aiutare a migliorare la produttività, è altrettanto vero che la loro introduzione massiva in azienda non può essere certo improvvisata. Ma va in qualche modo opportunamente integrata e resa compatibile con le preesistenti policy aziendali, in particolar modo in ambito di sicurezza. Ad esempio, è fondamentale assicurare che le applicazioni mobile utilizzate da manager e dipendenti aziendali siano il più possibile al riparo dagli attacchi del cybercrime, che negli ultimi anni ha preso particolarmente di mira i nostri smartphone. Dal momento che dalle app mobili passano informazioni e dati aziendali sensibili, occorre che sia messo in atto un sistema di sicurezza adeguato. Allo stesso modo, specie ora che il GDPR (General Data Privacy Regulation, la nuova normativa europea sulla privacy) è entrato in vigore, i dati e le informazioni sensibili che vengono rilasciati dagli utenti vanno protetti e trattati in modo rispettoso della compliance normativa.

La stessa costruzione delle App mobile non può essere certo lasciata al caso, specialmente in ambito business: sappiamo tutti quanto può risultare frustrante utilizzare un’applicazione senza che questa risponda ai nostri comandi o alle nostre effettive necessità. Per questo motivo il modello DevOps si è rapidamente imposto come il principale modello di riferimento per lo sviluppo delle app aziendali, perché capace di assicurare una maggiore flessibilità, affidabilità e, soprattutto, velocità del rilascio. In estrema sintesi, il modello DevOps prevede che i team dedicati a sviluppo e produzione non agiscono più separatamente. In alcuni casi, al contrario, i due team vengono fusi in un’unità in cui i tecnici sono attivi lungo tutto il ciclo di vita dell’applicazione, da sviluppo e testing sino a distribuzione e produzione. Questo modo di lavorare sinergico rende più semplice la risoluzione di eventuali problematiche, garantendo così il successo a lungo termine delle applicazioni.

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