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System Integrator, un ruolo indispensabile nel tempo della digitalizzazione

8 Aprile 2019

Le nuove tecnologie digitali devono essere adattate al peculiare contesto aziendale. Un lavoro che solo i moderni system integrator possono svolgere

Le moderne tecnologie informatiche, molto spesso, sono presentate sul mercato come capaci di risolvere i problemi cronici di qualsiasi tipo di impresa, con benefici immediatamente (o quasi) percepibili. È successo in passato per la virtualizzazione, poi per il cloud, oggi anche con l’intelligenza artificiale e i Big Data, ma in realtà – come sa chiunque abbia un vissuto aziendale – le cose non sono così semplici. Intendiamoci: ciascuna di queste tecnologie, se correttamente applicata, è effettivamente in grado di portare notevoli vantaggi e abilitare la svolta digitale. Il punto, però, risiede proprio in quel “se correttamente applicata”: le aziende, infatti, non sono tutte uguali tra di loro. Operano in mercati verticali profondamente diversi, rispondono a logiche organizzative e dimensionali differenti (un conto sono gli Usa, un altro è la provincia italiana) e, soprattutto, hanno alle spalle un percorso tecnologico e informatico del tutto peculiare. Ovvero: ogni singola impresa, a meno di non essere una startup, ha solitamente effettuato una serie di investimenti in attrezzature hardware e software che non possono essere essere abbandonati dall’oggi al domani in favore delle tecnologie emergenti.

Ecco perché, ancora di più nell’era della digital transformation, servono operatori che siano in grado di adattare le molteplici novità della rivoluzione digitale al peculiare contesto di ciascuna azienda utente. Un lavoro di integrazione di tecnologie, competenze e professionalità che può essere svolto soltanto da operatori specializzati, ovvero i system integrator. Che, come dice la parola stessa, sono dediti all’integrazione di sistemi differenti tra di loro: un termine che non è del tutto nuovo, anzi. Di System Integration si parla ormai da trent’anni a questa parte, ma non c’è dubbio che, nel concreto, la figura del system integrator si sia profondamente evoluta rispetto alle origini. Innanzitutto l’hardware, sebbene importante, non rimane più l’unico ambito d’azione dei system integrator che, per via di un’evoluzione stessa dell’IT sempre più software defined, si trovano sempre più spesso coinvolti in progetti che hanno a che fare con il lato software. C’è poi da mettere in evidenza come il panorama tecnologico in cui sono immerse le aziende sia profondamente più complesso rispetto al recente passato, quando spesso non era presente molto altro rispetto agli endpoint e a qualche server. Oggi le realtà aziendali sono invece caratterizzate dalla presenza di molteplici device e apparati, perlopiù connessi a internet, che sono chiamati a dialogare tra di loro. Rendendo ancora più importante e decisivo il lavoro di integrazione.

Inoltre, un tempo solo poche grandi compagnie potevano fregiarsi dello status di System Integrator, mentre oggi invece lavorano in quest’ottica una miriade di piccoli e medi attori. Che, molto spesso, hanno deciso di focalizzarsi e specializzarsi soltanto su una determinata area tecnologica (reti, cloud, tlc, ecc). Proprio questa elevata specializzazione che caratterizza oggi i system integrator rende possibile offrire ulteriori servizi che vanno oltre la sola integrazione e configurazione di prodotti hardware e software. A partire, ovviamente, dalla consulenza: i system integrator devono essere in grado di consigliare i propri clienti sulle mosse giuste da effettuare per massimizzare il funzionamento dei propri sistemi IT in ottica di business. Nel concreto, questo significa ad esempio consigliare in che modi e in che tempi le aziende debbano effettuare la propria migrazione al cloud, quali dati spostare, a quali vendor affidarsi, per quali soluzioni di sicurezza puntare ecc. Magari andando persino contro i propri interessi di breve termine: può capitare infatti che un’azienda cliente, in un determinato momento, non si trovi nelle condizioni ideali – organizzative, economiche e non solo – per effettuare un importante investimento di digitalizzazione.

In questo caso dunque, il compito del System integrator deve essere quello di consigliare il cliente sulle tempistiche da seguire, senza forzarne le scelte. Soltanto in questo modo è possibile conquistare la fiducia del cliente, fattore che poi permette di ottenere un altro elemento chiave per il business dei System Integrator di oggi, ovvero la gestione delle soluzioni hardware/software installate in casa del cliente finale. Una possibilità che, tra l’altro, è sempre più importante per le aziende utenti, che vogliono concentrare le risorse sul proprio core business e limitare al massimo il tempo dedicato all’IT. La fiducia esistente tra system integrator e clienti finali, poi, è l’elemento chiave che può spingere a mettere in atto progetti a elevato tasso di innovazione, magari ancora poco sperimentati dalle aziende concorrenti.

La domanda che ci si potrebbe porre è se tutto questo lavoro che abbiamo descritto potrebbe essere svolto direttamente dai vendor di soluzioni Ict: la risposta è, come facile intuire, negativa. I produttori di tecnologia non hanno né le competenze né la forza in termini di risorse per adattare i propri prodotti/soluzioni alla realtà specifica delle singole aziende utenti, tantomeno in un Paese frastagliato ed eterogeneo come l’Italia. Persino le tecnologie basate sul cloud (come ad esempio Salesforce), erogate dai vendor da un unico data center centralizzato, devono essere calate nel contesto aziendale e devono necessariamente dialogare con tutte le altre già presenti, per produrre davvero dei benefici concreti.

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