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eHealth: così il digitale trasforma il mondo della sanità

16 Maggio 2019

L’applicazione delle nuove tecnologie sta cambiando il mondo della salute. In particolare, i software basati su AI e Big Data, sono in grado di migliorare notevolmente la precisione delle diagnosi

La digitalizzazione non riguarda soltanto i classici settori dell’economia, come agricoltura, industria e terziario. Al contrario, le tecnologie innovative che stanno caratterizzando questa fase storica (Big Data, cloud, intelligenza artificiale, ecc) interessano da vicino anche settori non direttamente legati alla produzione di beni e servizi, ma che hanno a che fare con la dimensione sociale e culturale degli esseri umani. In particolare, il mondo sanitario sta già conoscendo in questi anni una diffusione notevole delle tecnologie ICT di nuova generazione, per tutta una serie di motivi.

Innanzitutto, la digitalizzazione nella sanità costituisce una delle strade principali per permettere sia il miglioramento dei servizi al paziente (sia burocratici che sanitari veri e propri) che il contenimento dei costi. Da qui al 2050 si assisterà infatti a un progressivo invecchiamento della popolazione, che in Italia per un terzo sarà composta da persone con più di 65 anni, contro il 20,2% del 2009, provocando un incremento della spesa sanitaria pubblica. Sarà infatti inevitabile assistere a un aumento delle patologie con un elevato impatto per spesa sanitaria, tra cui demenze, tumori morbo di Alzheimer e malattie cardiovascolari. In questo contesto, la tecnologia può giocare un ruolo chiave per rispondere ad ambedue queste sfide, giovandosi a sua volta della crescente disponibilità di dati e informazioni relativi all’ambito medicale. Tanto che ormai la stessa OMS, l’Organizzazione mondiale della Sanità, parla espressamente di eHealth: dietro questo termine si intende l’utilizzo di strumenti basati sulle tecnologie dell’informazione per migliorare la prevenzione, la diagnosi, il trattamento delle malattie, intervenendo quindi sulla ricerca, l’educazione alla salute e la qualità della vita dei cittadini.

Ma di quali tecnologie e innovazioni stiamo parlando? Il panorama dell’eHealth è, come facile da comprendere, piuttosto variegato e diversificato. Al livello base possiamo trovare il digitale come abilitatore di una nuova relazione, più moderna ed efficace, tra paziente e istituzioni sanitarie: secondo l’Osservatorio innovazione digitale in Sanità del Politecnico di Milano, nel nostro Paese, dove ormai l’utilizzo di Internet interessa un totale di 43 milioni di utenti attivi, i cittadini adottano comportamenti digitali anche in ambito sanitario. In particolare nel 2017 il 32% degli italiani ha utilizzato servizi digitali per raccogliere informazioni sulle strutture sanitarie, il 22% per prenotare servizi come il check-up, mentre il 18% lo ha fatto per controllare referti medici o ricevere promemoria su visite mediche; solo l’11% dei cittadini ha, invece, utilizzato strumenti digitali per pagare servizi sanitari. In questo ambito non va poi dimenticata l’ampia disponibilità di applicazioni e dispositivi wearable, che consentono sempre di più alle persone di avere un checkup digitale base di molti parametri importanti per la propria salute (pressione arteriosa, battito cardiaco, ecc).

A un livello più elevato, invece, l’eHealth prevede l’utilizzo di soluzioni basate sull’analisi dei Big data e sull’intelligenza artificiale per individuare in maniera puntuale le patologie e determinare le possibili cure. Come per tutti gli altri settori, ormai anche le cartelle cliniche dei pazienti sono sempre più disponibili in formato digitale, mettendo così a disposizione dei software di AI e machine learning svariati parametri che possono essere analizzati nel dettaglio e con una precisione probabilmente impossibile anche per l’occhio medico più esperto. In particolare grazie alla possibilità di confrontare, quasi in tempo reale, i dati storici delle diverse patologie e arrivare così a una diagnosi ad alto tasso di precisione. Un fenomeno che sta sempre più prendendo piede, ad esempio nell’ambito delle patologie cardiovascolari, tanto che – secondo l’analisi di Frost & Sullivan – il giro d’affari dell’Artificial Intelligence per l’Healthcare dovrebbe raggiungere quota 6,6 miliardi di dollari entro il 2021, con un tasso di crescita annuale del 40%.

L’ostacolo alla ulteriore diffusione di queste soluzioni, per il momento, sembra soprattutto risiedere nella Data Quality: ovvero le organizzazioni che hanno a che fare con il settore sanitario sono normalmente in possesso di una grande quantità di dati grezzi, che però devono essere adeguatamente lavorati per poter essere utilizzati dai software di intelligenza artificiale e machine learning, risolvendo in particolare il problema dell’interoperabilità tra informazioni provenienti da diverse fonti. Sul fronte della qualità dei dati – e in particolare della loro certificazione – un’altra tecnologia che appare destinata ad acquisire spazio nel mondo della sanità digitale è quella della Blockchain: la disponibilità di un registro immutabile e condiviso tra attori diversi, sembra essere ideale per integrare dati provenienti dalle fonti più disparate, così come succede nel mondo sanitario.

Su queste e altre problematiche della sanità digitale sono attivi alcuni dei maggiori operatori del mondo ICT, ma anche una miriade di startup, che stanno portando innovazione in diversi ambiti come l’analisi dei big data per finalità di ricerca, lo sviluppo di nuove modalità di servizi sanitari oppure la creazione di nuove forme di dialogo con i pazienti.

Il prossimo 28 maggio, TEN salirà sul palco dell’Industry Theatre al Basecamp Milano 2019 per la presentazione “Salesforce per l’Healthcare: Come rivoluzionare la gestione del paziente. La testimonianza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù”. PARTECIPA GRATUITAMENTE

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